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Angeli del Bello / Ascoli Piceno

Angeli del Bello / Ascoli Piceno

Cura il decoro della città di Ascoli Piceno

Venerdì 23 settembre alle ore 17,30 presso il Giardino Comunale Ex FAMA si terrà il secondo appuntamento dei Venerdì Dialettali della Fondazione Fabiani “Quanne l’uva è fatta…” dedicato a musica, balli e poesie in compagnia di Franco Mariani. Ci sarà una prima parte dedicata alla lettura di poesie in dialetto scelte tra i diversi autori ascolani a cominciare da Marco Scatasta nativo proprio nella vicina Via d’Apollo alla quale seguirà una seconda parte musicale dedicata al saltarello sulle note dell’organetto di Franco Mariani che lascia per un momento il suo atelier di sartoria. Di fatto l’iniziativa richiama un analogo evento organizzato nel 2017 dalla Fondazione Fabiani nel giardino parrocchiale di via Annibal Caro, stavolta proposto in un altro angolo nascosto del medesimo quartiere popolare di S. Giacomo Apostolo: il Giardino Comunale realizzato anni fa dal Comune nello spazio occupato dalla famosa fabbrica di maioliche ascolane FAMA con ingresso in rua dei Fiori angolo rua Palucci, recentemente ripulito dagli Angeli del Bello. ... See MoreSee Less
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E si, gli Angeli del Bello si sono dati anche al verde.... ... See MoreSee Less
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Ecco svelato il mistero....LA STORIANapoli, il giallo dei profili di marmo svelati alla Pietrasanta: è la leggenda del demonioLe incisioni sono comparse dopo la ripulitura del campaniledi Marco Molino I turisti sciamano giorno e notte davanti al complesso della Pietrasanta, eppure l’incessante passeggio non è riuscito a svilire il fascino tenebroso di quest’angolo dei decumani. Qui le antiche pietre hanno ancora molte storie e leggende da raccontare, come dimostrano i due enigmatici profili umani emersi sul basamento del millenario campanile in seguito alla rimozione degli ennesimi graffiti selvaggi. Le porte del mistero si sono infatti riaperte grazie all’impegno dei volontari dell’associazione “Angeli del Bello”, che si adoperano in difesa del patrimonio culturale cancellando meticolosamente scritte e disegni che imbrattano i monumenti del centro storico. I restauratori Marianna Musella e Ferdinando Todisco sono intervenuti con il laser blaster per rimediare all’ultimo scempio compiuto dai verniciatori notturni sugli elementi architettonici di epoca romana inseriti alla base del campanile della Pietrasanta, eretto nell’XI secolo. Dopo quattro giorni di duro lavoro, i marmi all’angolo tra via Tribunali e via Del Giudice sono tornati candidi, come forse non lo erano più da decenni.Le strane incisioni«Tanto puliti da consentirci di scorgere delle strane incisioni di cui nessuno si era mai accorto prima — spiega Giuseppe Serroni dei “Sedili di Napoli” —. Sembrano abbastanza evidenti, ma vanno comunque valutati con attenzione, due profili maschili che guardano in direzione di una figura meno chiara sul lato opposto che pare quasi una divinità in trono. Intendiamoci, per ora si tratta di ipotesi e suggestioni con diverse interpretazioni. Le incisioni però sono indubbie». Prima di giungere a conclusioni affrettate, i solchi dovranno essere esaminati dagli archeologi della Soprintendenza, che utilizzando strumenti adeguati saranno in grado (si spera) di chiarire i molti aspetti controversi, definendo il significato e l’epoca di questi evocativi segni.LeggendeIn attesa di risposte, la scoperta ha comunque acceso la fantasia di coloro che hanno sempre attraversato l’antico crocevia avvertendo l’eco di remote leggende e riti sacri. La basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta fu eretta nel 1678, ma il primo nucleo della chiesa paleocristiana risale a circa mille anni prima, a sua volta costruita sui ruderi del tempio pagano dedicato a Diana, protettrice delle donne. Poco amate erano le sacerdotesse del suo culto, chiamate dianare o janare , che all’avvento del cristianesimo vennero accusate di stregoneria e bandite. Colpa loro, si racconta, fu anche l’arrivo del demonio che pare terrorizzasse il quartiere sotto le sembianze di un enorme maiale. La costruzione della basilica, ordinata in sogno dalla Vergine Maria al vescovo Pomponio, avrebbe avuto proprio la funzione di scacciare dalla zona la scrofa infernale. Una credenza così radicata che per secoli rimase l’usanza di sgozzare un maiale, irrorando con il suo sangue questi luoghi dalla cima del campanile. E magari anche le misteriose incisioni ritrovare facevano la loro parte in questa guerra silenziosa tutta partenopea tra il Bene e il Male. ... See MoreSee Less
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